Della serie DICONO DI ME … (14)
“Cile – Agosto 2024
Era settembre 2023 quando ho iniziato a sentire parlare di un viaggio in Cile: un’idea nuova, ancora solo sulla carta, ma tutta da vivere. Tende, alta quota e tre vulcani da tentare: 5300, 6000 e 6300 metri.
Il Cile era una meta che avevo già deciso di visitare quell’anno, ma l’idea di affrontare nuovamente l’alta quota, dopo la positiva esperienza sul Kilimangiaro nel 2022, ha acceso subito qualcosa in me. Ho pensato che, con un buon allenamento, l’attrezzatura adeguata e la giusta attenzione ai dettagli, forse i 6000 metri potevano diventare un obiettivo concreto.
Ho ripreso gli allenamenti in palestra, già intrapresi per il Kilimangiaro, e ho continuato a frequentare la montagna per tutto l’inverno grazie a un corso di sci alpinismo. Con l’arrivo della primavera, però, sono emersi anche i primi dubbi e le prime paure legate alla quota: sono davvero sicura di quello che sto facendo? E se mi succedesse qualcosa?
Dopo aver visto un’intervista online in cui C.R. presentava il dottor Luigi Vanoni, ho deciso di contattarlo. Dopo un primo colloquio telefonico, mi ha proposto di seguire un programma di acclimatazione progressiva prima della partenza. Eravamo già a fine maggio e il tempo non era molto, ma ho scelto comunque di iniziare questa “avventura nell’avventura”, sia per gestire le mie paure sia per preparare al meglio il mio fisico attraverso test specifici.
Ho effettuato un test in ipossia simulata e abbiamo pianificato insieme le uscite, con l’obiettivo di raggiungere e superare i 4000 metri prima della partenza dall’Italia.
Ad agosto è arrivato finalmente il momento di partire per il Cile. Anche se le comunicazioni sono diventate più difficili, sono riuscita a rimanere in contatto con il dottor Vanoni, che con grande attenzione mi chiedeva aggiornamenti sul mio stato e sul processo di acclimatazione.
Nei giorni successivi ho raggiunto con soddisfazione la cima del Cerro Chiguana (5330 m) e del Churicagua (5256 m). Non sono invece riuscita a conquistare la vetta del mio primo 6000. Non per mancanza di preparazione, ma perché, a volte, anche quando si fa tutto nel modo giusto, le condizioni non sono favorevoli. Ed è proprio in quei momenti che serve il coraggio di fermarsi, rinunciare e tornare indietro. Perché la montagna sarà sempre lì, e ci sarà un’altra occasione per riprovarci, in un momento migliore.
Grazie Luigi per aver creduto in me e per avermi dato la giusta preparazione. Il tuo supporto, anche a distanza, è stato prezioso in ogni momento!
AP” 🤩🏔️ 📸 🔝