“Sono un appassionato di trekking in montagna e, anche se sono in buona forma (corro la mezza maratona!), erano ormai dieci anni che non mi capitava di superare i 3000 metri.
Quest’anno, un po’ d’impulso, ho deciso di partire per il Kirghizistan.
Il viaggio prevedeva diversi giorni e notti in yurte a circa 3500 metri di quota e un trekking sopra i 4000 metri.
La nostra guida ci ha consigliato di chiedere al medico un farmaco per il mal di montagna.
Così ho scritto al mio dottore – che per fortuna vedo di rado – ma la sua risposta via mail è stata di valutare se non fosse meglio rinunciare al viaggio.
Mancava meno di un mese alla partenza e di certo non avevo intenzione di tirarmi indietro.
Però l’ansia cresceva.
Cercando online, ho trovato il dott. Vanoni e gli ho chiesto un secondo parere.
Nonostante il poco tempo, mi ha sottoposto al test in ipossia simulata, anche sotto sforzo, e mi ha prescritto altri esami di controllo.
Sulla base dei risultati mi ha rassicurato: certo, l’ipertensione va tenuta sotto controllo, ma non è detto che impedisca di andare in montagna.
Mi ha dato consigli pratici, istruzioni precise e la sua completa disponibilità telefonica in caso di problemi.
Grazie a lui ho affrontato il viaggio con serenità — senza di quel supporto, l’ansia mi avrebbe probabilmente rovinato l’esperienza.
È andato tutto benissimo: il Kirghizistan è un Paese ancora selvaggio e autentico, che merita di essere visitato prima che cambi. 🇰🇬✨
PV”